La città per tutti: Sacile a Venezia con il progetto LADI

http://www.biennalespaziopubblico.it/blog/wp-content/uploads/2012/06/Sacile-700x325.jpg“Accessibilità, mobilità, sicurezza”, questo il tema del Laboratorio che si è tenuto a Mestre lo scorso 29 gennaio, come primo appuntamento di un percorso composto da dodici laboratori che vedono coinvolte diverse città italiane e che ha come obiettivo il confronto sul tema delle buone pratiche. L’iniziativa promossa dall’INU nazionale, chiamata “Lo Spazio Pubblico ai tempi della crisi: viaggio nei comuni delle buone pratiche”, è un evento che rientra in “Biennale Spazio Pubblico 2013”, è un viaggio che attraverserà le città italiane coinvolgento amministratori, tecnici, scuole, associazioni, cittadini con l’intento di costruire una rete di relazioni per valorizzare le buone pratiche, rafforzare la professionalità di tecnici ed amministratori che non hanno rinunciato alla qualità del loro impegno e avrà la sua conclusione nel prossimo mese di maggio nell’appuntamento di chiusura a Roma. Anche Sacile è stata coinvolta in questo primo appuntamento per portare a conoscenza delle città presenti il “progetto LADI”, un laboratorio di accessibilità, domotica e innovazione, sviluppato sul proprio territorio in collaborazione con i tecnici dell’ASS. 5 e promosso da Federsanità Anci e in collaborazione con la Direzione Centrale Salute, Integrazione sociosanitaria della Regione FVG.

Abbiamo partecipato a questo incontro veneziano assieme a città quali Padova, Venezia, Vicenza, Bologna, Reggio Emilia, Ladispoli, Brescia, Firenze e Manziana, con l’intento di confrontarci sui temi delle buone pratiche relative ad accessibilità, mobilità, sicurezza nello Spazio Urbano. L’incontro è stato organizzato dall’INU nazionale in collaborazione con l’Ufficio EBA del Comune di Venezia, per affrontare i temi dell’eliminazione delle barriere architettoniche, dei principi del “Design for all” e dell’approccio multidisciplinare nella progettazione urbana. E’ stata un’esperienza importante e proficua perché ha consentito alle città presenti di presentare le loro esperienze in termini pratici e concreti. Ad una prima parte più generale e di presentazione delle varie esperienze, sono seguiti poi i Focus Group, durante i quali i tecnici hanno potuto spiegare e approfondire i temi dei vari progetti. Con l’arch. Carlo Zanin dell’Area Welfare di Comunità dell’ASS 5 “Bassa Friulana”, che ha collaborato con noi per la stesura del progetto “LADI”, abbiamo relazionato su questa esperienza, che ci ha visti città pilota assieme a Trieste, che è unica in Italia e che tra i presenti ha raccolto tanti spunti positivi ed interessati. Con il progetto “LADI” abbiamo inteso partecipare ad un percorso di costruzione di un modello di analisi e valutazione analitica dell’accessibilità di un edificio pubblico, razionalizzare le terminologie progettuali e sviluppare un software che tenga conto delle norme ISO e ICF, in modo tale di arrivare ad avere uno strumento capace di verificare sia un progetto che un ambiente costruito, dal punto di vista delle barriere architettoniche, andando al di là delle pure indicazioni normative e quindi migliorare il grado di comfort. Si tratta di un percorso che nella seconda fase vedrà spostare l’attenzione verso l’ambiente esterno, lo spazio pubblico appunto ed è per questo che sentire e valutare le esperienze altrui ci è stato di notevole aiuto. Affrontare il tema dell’accessibilità significa investire sul tema dell’inclusione e integrazione, significa investire sulla comunità intera, perché l’accessibilità non è materia di pochi, ma garantisce una maggior qualità urbana e architettonica per tutti, con ricadute positive sul territorio e sull’ambiente.

Francesco Scarabellotto (assessore alla Pianificazione urbanistica, Viabilità, Edilizia Privata del Comune di Sacile)

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