IMU – tutto ciò che non è PRIMA CASA: Impresa?!

E’ stata data la facoltà ai Sindaci di aumentare l’aliquota massima fino al 10,6%. Se lo faranno, le attività economiche pagheranno il +39,5% in più rispetto all’eventuale applicazione dell’aliquota ordinaria (7,6%).

Dalla CGIA di Mestre ricordano che la legge istitutiva dell’IMU prevede che il gettito sulla prima casa non porterà nessun vantaggio economico nelle casse comunali, mentre dalle seconde/terze case e dalle attività economiche i Sindaci incasseranno il 50% del gettito. A fronte di questa novità introdotta nel chiarimento redatto dal Dipartimento delle Finanze, molti primi cittadini potrebbero essere tentati, viste le difficoltà economiche, ad applicare l’aliquota massima. Con l’applicazione dell’aliquota massima, un laboratorio artigiano si troverà a pagare un importo medio nazionale pari a 801 euro l’anno, un negozio 1.017 euro, un ufficio 2.047 euro, un capannone industriale 3.844 euro ed un albergo ben 11.722 euro. Rispetto all’eventuale applicazione dell’aliquota ordinaria (7,6‰), tutte queste attività verranno a pagare il +39,5% in più.

I Sindaci ricoprono un ruolo molto importante, dalle loro scelte ci saranno notevoli impatti economici non solo vs i cittadini ma anche vs le imprese (specialmente quelle di piccole dimensioni). 

Particolarità: Nonostante a fini del pagamento IMU (così come avveniva per l’ICI), il governo ha equiparato l’inagibilità all’inabitabilità di un fabbricato, non si tratta di sinonimi.
INAGIBILE è un fabbricato con carenze strutturali, mentre INABITABILI sono quegli immobili che, pur essendo staticamente idonei, sono privi di caratteristiche che li rendono, appunto, abitabili (come ad esempio la mancanza di acqua corrente o di vetri alle finestre).

Ad un fabbricato che sia inagibile o inabitabile l’IMU si calcola partendo dal 50% della base imponibile. Se un immobile inagibile o inabitabile è comunque utilizzato (e ciò si desume dai consumi di acqua e luce) l’IMU si calcola con l’intera base imponibile. è quindi necessario, per otterene l’abbattimento della base imponibile, che l’immobile sia di fatto non utilizzato. La negligenza della manutenzione non è una condizione sufficiente per ottenere la riduzione dell’imposta. un caso a parte sono gli immobili collabenti, ovvero quelli privi di impianti, sevizi o infissi, che costituiscono poco più di un rudere. ad essi infatti non si applica nessuna imposta.
PS: Per ottenere la dichiarazione di inagibilità o inabilità è necessaria una documentazione dell’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario. In alternativa si può presentare una dichiarazione sostituitiva.

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