San Martino, Il Poeta e L’albero Isolato – Memorie di Pace di Popoli in Guerra

Teatro centrale della Grande guerra, circa cent’anni fa, fu San Martino del Carso, dove centinaia di migliaia di uomini, avvolti nelle divise dell’esercito italiano e di quello austro-ungarico, erano impegnate in un conflitto drammatico e sanguinario. Lo facevano per il Regno e per l’Impero e non avevano scelta: chi si rifiutava di combattere e uccidere veniva poteva essere punito anche con la morte. Per oltre dodici mesi quei soldati si contesero le case distrutte di San Martino all’interno dell’immenso tritacarne del Carso, che dall’agosto del ’16 si spostò pochi chilometri più a est e che alla fine, quando si decise di andare a combattere su un altro fiume e su altri monti, costò ai due eserciti circa mezzo milione di morti e un numero incalcolabile di invalidi, feriti, scioccati dalle bombe e dalla violenza, senza contare le vedove, gli orfani, gli amori e le amicizie spezzate dalla guerra. Tra questi combattenti c’era un uomo di ventisette anni, Giuseppe Ungaretti, “un soldato ma poeta”, come lui stesso si definiva, che più tardi sarebbe diventato famoso in tutto il mondo. Il poeta ama la vita e il soldato guarda alle case diroccate che intravede dalla sua trincea: gli ricordano i compagni morti, che tutti porta nel suo cuore. La sua poesia più famosa, “San Martino del Carso”, è datata 27 agosto 1916 e scritta dal “Valloncello dell’albero isolato”, che prese il nome dalla presenza solitaria dei resti di un albero sul costone che da cima 4 del monte San Michele arriva al paese di San Martino del Carso, su cui il valloncello va a morire. Allo stesso modo, lo stesso pezzo di legno contorto, un albero devastato dalle bombe e tuttavia ancora ben piantato in terra vicino alle rovine della cappella, è considerato dagli uomini dell’altra trincea un compagno di strada, un fratello accomunato dallo stesso destino. Un muro sbrecciato e un pezzo di legno contorto ricordano i tanti caduti dei due eserciti intorno a San Martino del Carso, i tanti caduti di quella guerra e di tutte le guerre. I sopravvissuti portano le macerie di quella guerra nel cuore e l’albero addirittura in Ungheria, venerato come il simbolo del valore e della distruzione. Pressappoco cent’anni fa, gli abitanti di San Martino dovettero andarsene dalle loro case allo squillo di una tromba, prima ancora dello scoppio della prima cannonata, e passarono lunghi anni in lontani campi profughi, in baracche di legno da cui molti non fecero ritorno. Quelli che tornarono videro che il paese era raso al suolo e dovettero lavorare duramente, nell’ingrato vittorioso dopoguerra, per ricostruire le loro case.
LA MOSTRA 

Il paese di San Martino del Carso è universalmente noto per gli immortali versi di Giuseppe Ungaretti, che nelle case distrutte dalla guerra di cent’anni fa vede e ricorda i compagni morti nelle trincee del San Michele. Allo stesso modo, in Ungheria, San Martino e l’Albero Isolato simboleggiano la terribile guerra carsica, che ha prodotto tante vittime e tanto dolore.
Ricordare con una mostra, a quasi cent’anni di distanza, il sacrificio di quanti combatterono e morirono intorno alle case distrutte di San Martino e sul monte San Michele vuol dire restituire al triste passato le memorie di pace di quegli uomini che, loro malgrado, si trovarono coinvolti in un conflitto dalle proporzioni epocali.
La mostra, costruita in collaborazione con istituzioni e associazioni ungheresi, intende evidenziare alcuni punti centrali della storia di guerra del nostro territorio, attraverso figure concrete e allo stesso tempo altamente simboliche, come il poeta Giuseppe Ungaretti che alla guerra e alla sofferenza umana si ispirò per le sue prime esperienze letterarie; e il cosiddetto Albero Isolato, mozzicone bruciato all’epoca posto nei pressi dei ruderi della chiesa del paese, trasportato in Ungheria nel luglio del ’16 e ancor oggi onorato nel centrale Mora Ferenc Muzeum di Szeged come simbolo stesso della guerra dei militari ungheresi sul fronte carsico. Accanto ai simboli riconosciuti, verranno evidenziate le memorie note e sconosciute di militari e civili che nella guerra persero molto, se non tutto, e che passando per San Martino hanno voluto lasciare un segno e un pensiero. Ma la mostra consentirà anche di soffermarsi sui segni fisici della guerra che ancora oggi permangono sul terreno, dando “voce” e spessore ai sentieri di guerra che circondano San Martino e che, grazie a opportune sintetiche spiegazioni a più lingue, potranno essere percorsi con spirito di pace dai pronipoti di quegli uomini che qui si combatterono e morirono cent’anni fa. Uomini che certamente non avrebbero voluto morire su quelle pietraie, ma che avrebbero preferito tornarsene a casa, dalle loro famiglie, o per costruirsene una. L’obiettivo finale è stato quello di costruire, dentro e attorno a San Martino del Carso, da aprile a giugno, per il tempo della mostra, un circuito capace di unire le memorie di pace di popoli una volta in guerra, favorendo nel contempo l’incontro di più “storie”, “esperienze” e “memorie” segnate da un conflitto epocale, che si incontrano proprio sui luoghi che videro tanto dolore, sofferenza e morte. Così San Martino diventerà, per il periodo della mostra, una sorta di “Stazione Topolò” delle memorie della Grande Guerra, con incontri, itinerari, conferenze, spettacoli e dibattiti. Alcune giornate saranno dedicate alla scoperta dei tanti luoghi e segni di guerra intorno a San Martino, in collaborazione con le diverse associazioni e appassionati che si occupano della valorizzazione del territorio.
ESPOSIZIONE

 “L’Albero Isolato”, proveniente dall’Ungheria, viene esposto all’interno della mostra con adeguati pannelli espositivi che ne illustrano la storia abbinando reperti e cimeli dei militari dei due eserciti.
ITINERARI

 Attorno a San Martino sono stati creati tre percorsi storici allo scopo di portare i visitatori della mostra a conoscere i luoghi, i residuati e i monumenti, dalla celebre lapide ungarettiana al monumento al 4° Honved, dai resti della Chiesa Diruta alle gallerie del San Michele, dal monumento alla Brigata Brescia (la Brigata del poeta Ungaretti) – restaurato  dalla Associazione Gruppo Speleologico Carsico nel 2009 – ai graffiti nelle doline, fino ai numerosi resti di trincee, caverne e camminamenti. In particolari giornate, alcuni “rievocatori” in divisa dell’epoca verranno chiamati a illustrare le diverse “stazioni” dell’itinerario proposto.
CINEMA DALLA TRINCEA

 In collaborazione con la Cineteca del Friuli è stato realizzato calendario di proiezioni di cinegiornali d’epoca, film e documentari sulla guerra di trincea sul Carso. Ci sarà anche un filmato inedito in Italia proveniente dall’Ungheria.
MUSICA DALLA TRINCEA
 
Serate musicali con le canzoni di trincea e di speranza dei soldati in guerra, raccolte e presentate da gruppi specializzati nella ricerca etnomusicale.
LIBRI DALLA TRINCEA

 Nel corso della mostra verranno presentati libri e ricerche inerenti al tema della guerra di trincea e della storia del paese di San Martino del Carso.
EVENTI COLLATERALI

 Sono previsti eventi come conferenze, spettacoli, piccole mostre durante tutto il periodo della mostra.

Correlati all’evento ci sono sia pacchetti che visite guidate:
Per il pacchetto: http://www.turismofvg.it/code/40312/San-Martino-il-poeta-e-l-albero-isolato
Per le visite guidate: http://www.turismofvg.it/code/40404/San-Martino-il-Poeta-l-Albero-Isolato
Organizzazione:
Gruppo Speleologico Carsico di San Martino del Carso
Associazione Meritum, Szeged, Ungheria

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