Centraline elettriche su Livenza e Paisa: sì alla riattivazione

Dal Messaggero Veneto di Martedì 1 luglio 2014

http://static.panoramio.com/photos/large/4021284.jpgSACILE. Tra gli impegni assunti dalla nuova amministrazione comunale di Sacile figura il recupero delle centraline idroelettriche. «Vogliamo portare a compimento – si legge nel programma presentato dal sindaco Roberto Ceraolo nella riunione di insediamento – le iniziative intraprese in questi anni per il recupero delle centraline presenti in città». Per questo l’esecutivo ha già provveduto a inserire l’intervento nell’elenco annuale 2014 delle opere pubbliche approvato di recente, in cui la riattivazione delle centraline idroelettriche sul rio Paisa e sul fiume Livenza è prevista tramite concessione a privati. Senza oneri quindi a carico del Comune.

Un’opera, peraltro, di cui si parla da tempo e messa in cantiere già dall’amministrazione Cappuzzo. Ripresa nella passata legislatura dalla prima amministrazione Ceraolo, non ha sin qui visto risultati concreti anche per gli intervenuti cambiamenti sul piano operativo. Si è allora scelto di tornare all’idea iniziale, ovvero all’affidamento in concessione degli impianti ai privati. La realizzazione degli impianti di cui si vuole riattivare lo sfruttamento risale ai primi anni del ’900 quando sui salti del Livenza le ruote a pale di legno dei vecchi mulini furono sostituite dalle dinamo per la produzione dell’energia elettrica. Precedentemente all’installazione delle dinamo i salti sul Livenza erano sfruttati per la macinazione dei cereali e del carbonato di calcio.

In Campo Marzio l’impianto non è più in funzione dal 1982, ma l’edificio della vecchia centralina, il macchinario elettromeccanico e le opere idrauliche principali sono ancora presenti. Dopo anni di abbandono l’immobile e alcune parti strutturali appaiono degradate e soggette a parziali crolli e cedimenti. Il macchinario elettromeccanico, invece, oltre che obsoleto, è in pessime condizioni di conservazione e pertanto ritenuto non recuperabile. Smantellato, invece, alla fine degli anni Ottanta l’impianto che sfruttava le acque del ramo del Livenza che scorre a fianco di palazzo Ragazzoni. Ugual sorte ha subito l’impianto che sfruttava le acque del ramo del Livenza denominato della Pietà. Entrambe le centrali hanno lasciato posto a un complesso residenziale che ha annesso e incorporato le aree precedentemente occupate dagli impianti idroelettrici.

Sul rio Paisa, infine, l’impianto non è più in funzione dal 1989, ma l’edificio della vecchia centralina, il macchinario elettromeccanico e le opere idrauliche principali sono ancora presenti all’interno del complesso industriale della Mineraria sacilese. Alcune parti strutturali, tuttavia, appaiono degradate, mentre il macchinario elettromeccanico principale si presenta in accettabili condizioni di conservazione e viene dunque ritenuto recuperabile.

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