«Chiediamo spazi di aggregazione e servizi»

Dal Messaggero Veneto di Domenica 12 Maggio 2013

«Più spazi e servizi» Richieste bipartisan dei giovani sacilesi

L’incontro promosso da Pd, Lega, Cittadini e Fratelli d’Italia «Ecco le nostre priorità, basta soldi a chi non li sa gestire»

SACILE. Metti un sabato al caffè e salta fuori la grinta che non ti aspetti: quella della politica giovane, a Sacile. «Chiediamo spazi di aggregazione e servizi».

L’uno e due è di Francesca Cazorzi (Giovani democratici), studentessa di giurisprudenza a Padova. «La mobilità su bus e rotaia da Sacile – ha riassunto il problema nel primo incontro bipartisan allo Stones caffè – è troppo difficile e costosa». La chimica delle idee va su di giri: i ragazzi under30 rimettono al centro la politica attiva, nella città sotto la pioggia.

Francesco Morabito (Fratelli d’Italia), Alex Biasotto (Lega Nord) e Davide Modesti (è nella lista civica Cittadini per Sacile) fanno la crociata diretta. E chiedono: «Basta soldi pubblici alla Pro Sacile. Non sanno gestire e piangono il morto dopo ogni Sagra dei osei: chiedono soldi e il Comune appiana i debiti. Servono giovani a cambiare rotta».

La spaccatura arriva su piazza del Popolo. «Chiusa al traffico». È la linea Cazorzi. «Va bene aperta in ragione di commercio e parcheggi». Chiude il match Morabito.

«Facciamo una lista delle priorità per i giovani – propongono Alex e Davide –: da presentare in consiglio comunale». In cima lista: eventi serali, meno burocrazia, più protagonismo giovanile, spazi per i ragazzi, più servizi. «Attenzione, ragazzi – dice Andrea Brunzo, che vive a Pordenone – tra due mesi comincerà a Sacile la campagna elettorale per l’elezione del sindaco e vi faranno un sacco di promesse. L’obiettivo sarà unicamente quello di catturare i vostri voti».

Intorno al forum di un sabato vissuto al plurale da 30 ragazzi e tra loro Ricky Favaro, Paolo Gregoris, Valeria Piovan e altri. «Portiamo la nostra esperienza di Collettivo Arrigoni – Giacomo Babuin e Marina Ornella in trasferta da Pordenone –. Ci siamo radicati nel territorio e nelle scuole, con la voglia di discutere sull’orizzonte dei problemi reali e globali. Diciamo basta al pensiero unico economico: la realtà è più complessa e serve una ragione critica, oltre i nozionismi e tecnicismi che imperano a scuola».

Politica giovane, pensieri e proposte bipartisan per la città, al tavolino del caffè: nel vivaio di liste civiche e partiti sacilesi, ci mettono la faccia e le proposte. Vanno avanti nel cantiere aperto sul futuro, a 12 mesi dalle urne elettorali per la tornata delle comunali 2014.

«La forte crisi del sistema politico e della sua credibilità di fronte alle giovani generazioni ci convince di una cosa – spiegano i ventenni –. Che per battere la cattiva politica ci voglia la partecipazione». Il loro mantra: “esserci”. Per cambiare il passo (e le facce) in politica.

di Chiara Benotti

Fare SISTEMA

… non solo a PAROLE ma anche con i FATTI”

Non passa giorno che il tema della innovazione non sia riproposto nel dibattito pubblico come indispensabile antidoto contro i rischi di declino della economia del Paese. Si sente sempre più spesso dire che occorre «fare squadra» o «fare sistema». Le singole imprese da sole non ce la fanno.

L´innovazione richiede un ambiente esterno favorevole: è una costruzione sociale più che solo aziendale, ciò vuol dire che la dimensione dello sviluppo locale diventa più importante. E´ a questo livello che si possono produrre quei beni collettivi (servizi, infrastrutture, ma anche fiducia e capacità di rapide decisioni collettive) che possono aiutare a qualificare le strutture produttive. E possono anche permettere di valorizzare il grande patrimonio culturale di cui dispone il Paese. Fare sistema non è una esortazione retorica. Significa che i beni collettivi si possono produrre soltanto attraverso una cooperazione solida, determinata, continuativa tra i diversi soggetti pubblici e quelli privati. Non solo perché non bastano le risorse pubbliche, ma anche perché le amministrazioni mancano delle conoscenze necessarie per prendere le misure più appropriate. Devono quindi collaborare di più tra di loro e con i privati.”

N.B. *Ci coordiniamo* significa *coordiniamo le ns. azioni*

IMU e Governo Letta

Il rinvio della rata sulla prima casa è la premessa per una riforma radicale dell’Imu, con un suo alleggerimento almeno sui redditi più bassi. Esentare dal pagamento chi ha versato fino a 400 euro nel 2012, ad esempio, svincolerebbe dall’Imu l’85% dei contribuenti, ed il costo dell’operazione sarebbe di circa 2 miliardi. Da chi ha versato oltre 400 euro, infatti, viene il 46% del gettito complessivo sulla prima casa. L’entità dello sgravio dipenderà dalle risorse disponibili, e la sua articolazione è tutta da studiare: potrebbe avvenire con l’aumento delle detrazioni, con una soglia di esenzione sul reddito, con un diverso coefficiente di rivalutazione delle rendite, con esenzioni mirate. Ma per capire quale sarà l’effetto finale della riforma bisognerà tener conto dell’incorporazione nella nuova Imu della nuova tariffa sui rifiuti destinata di per sé ad appesantire i conti degli italiani di un miliardo di euro a partire dal 2014.

Anche per gli agricoltori ed i semplici proprietari terrieri il decreto del governo offre una pausa di respiro. Salta anche per loro, infatti, il pagamento della rata di giugno dell’imposta dovuta per i terreni agricoli ed i fabbricati rurali, che hanno prodotto nel loro complesso una quota abbastanza marginale dell’Imu 2012. Per l’esattezza 692 milioni di euro: 628 per i terreni destinati alle coltivazioni e agli allevamenti, ed appena 64 milioni per i fabbricati rurali. Anche per loro, e stiamo parlando di circa 3 milioni di contribuenti, quelli che hanno pagato l’anno scorso, la sospensione dei pagamenti di giugno è la premessa per una revisione al ribasso dell’imposta, che già si è rivelata nella sua applicazione concreta molto meno dura di quanto temuto. Il versamento medio sui terreni agricoli (si paga solo su quelli in pianura e non collinari o di montagna) è stato di 209 euro a testa, ma per gli agricoltori professionali l’incidenza è stata più bassa che per i semplici proprietari, grazie a un coefficiente di rivalutazione della rendita catastale meno penalizzante.

Delusa l’attesa per la sospensione della prima rata, le imprese possono sperare in uno sgravio dell’imposta pagata nel 2012 sui capannoni e gli immobili strumentali. La riforma che il governo si è impegnato a portare a termine entro la fine di agosto punterà infatti alla «deducibilità dell’imposta municipale propria ai fini della determinazione del reddito d’impresa». Vuol dire che l’Imu versata, anche se non saranno ridotte le aliquote, potrà essere scalata dall’Ires. Riducendo indirettamente il carico fiscale gravante sulle imprese e le attività professionali, dalle quali arrivano 7 miliardi di euro l’anno a titolo di Imu, più di un terzo degli incassi complessivi dell’imposta. Per limitare il costo dell’operazione la futura deducibilità dell’Imu potrebbe essere limitata a determinate categorie di imprese, in particolare quelle piccole e medie. La gran parte del gettito Imu garantito dalle imprese è assicurato da quelle di maggiori dimensioni.

I proprietari di più abitazioni o fabbricati diversi, come i negozi, sono probabilmente quelli che dovranno temere di più la riforma dell’Imu.

IMU – chi è esentato?

Dal Il Giornale di Sabato 18 Maggio 2013

Cosa succede ora con l’Imu: chi continua a pagare e chi è esentato

Tutte le novità decise dal governo, in attesa della riforma che sarà introdotta entro il 31 agosto. Sospesa fino al 16 settembre la rata di giugno dell’Imu: i proprietari di prima casa e terreni agricoli non pagheranno l’imposta.

Non sono esantati case di lusso e capannoni. Nel frattempo il governo, entro il 31 agosto, varerà la riforma fiscale sugli immobili, che disciplinerà in modo diverso tutta la materia. L’impegno dell’esecutivo è quello di riunire tutti gli aspetti normativi che ruotano intorno alle case (dal Catasto alla tassa sui rifiuti, passando dall’Imu), regolando una materia che, complessivamente, vale circa 40 miliardi di euro all’anno. Cerchiamo di vedere meglio, nel dettaglio, come cambiano le cose.

Stop Imu per l’abitazione principale

A giugno gli italiani che posseggono la casa dove vivono non dovranno pagare la prima rata dell’Imu. Nel 2012 in media l’acconto è stato di circa 125 euro. La “sospensione”, che interessa 17,8 milioni di italiani, vale fino al 16 settembre: il governo entro il 31 agosto spera di introdurre una nuova normativa per regolare l’intera materia. Dovrebbe essere ridotta l’Imu per i redditi più bassi. Per ora circolano varie ipotesi di intervento. Una di queste, ad esempio, prevede di esentare dal pagamento chi ha versato fino a 400 euro nel 2012: se così fosse sarebbero esentati dal pagamento dell’Imu l’85% dei contribuenti (l’operazione costerebbe allo Stato circa 2 miliardi). Lo sgravio fiscale potrebbe avvenire attraverso il meccanismo delle detrazioni (aumentandole), oppure con esenzioni mirate. Per avere un’idea precisa del risparmio, però, bisogna capire quale effetto avrà, nella nuova Imu, l’accorpamento della nuova tassa sui rifiuti.

Cantine e garage

Se appartengono alla prima casa non si paga l’Imu. Se invece sono parte di un’abitazione secondaria l’imposta scatta.

Cosa succede per le altre case?

Chi possiede più di una casa – o immobili ad uso diverso, come ad esempio le attività commerciali – dovrà mettere nel conto di sborsare di più. Facile ipotizzare, infatti, che per compensare gli sgravi fiscali sulla prima fiscali si carichi di più sugli altri immobili (su 109 Comuni capoluogo 35 hanno segnalato alle Finanze le nuove aliquote e di questi un terzo ha stabilito di innalzarle). Dovranno pagare l’Imu a giugno, invece, i circa 57mila italiani che hanno, come prima abitazione, case di lusso (ville, castelli o immobili di pregio). Le categorie catastali interessate sono: A/1, A/8, A/9.

E per i terreni ad uso agricolo

Anche per i proprietari terrieri niente Imu a giugno. Circa tre milioni i contribuenti interessati. In futuro c’è la possibilità di un abbassamento dell’imposta (salvo sorprese) su terreni e fabbricati rurali.

Cosa succede per i capannoni

Delusi i proprietari dei capannoni: dovranno pagare l’Imu a giugno. Non viene meno, però, la possibilità di uno sgravio nella sua tassazione. Si pensa, infatti, a una “deducibilità dell’imposta municipale propria ai fini della determinazione del reddito d’impresa”. In altre parole l’Imu potrà essere scalata dall’Ires. La deducibilità potrebbe essere limitata ad alcune categorie di imprese, in primis quelle piccole e medie. Complessivamente gli immobili ad uso produttivo sono 1 milione e 178mila. Più di un milione e mezzo, invece, negozi soggetti all’imposta.

di Raffaello Binelli