Smart City: il CNR seleziona 3 Comuni per il progetto “Sostenibilità Energetica”

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Il progetto Energia da Fonti Rinnovabili e ICT per la Sostenibilità Energetica (in breve progetto Sostenibilità Energetica) promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) in collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) intende studiare e sperimentare un insieme coordinato di soluzioni innovative per rendere le città sostenibili da un punto di vista energetico-ambientale.

Per raggiungere questo obiettivo, il progetto si basa sull’uso diffuso di fonti energetiche rinnovabili (e delle relative tecnologie per l’accumulo e la gestione dell’energia) e sull’utilizzo estensivo di tecnologie ICT per la gestione avanzata dei flussi energetici e per rendere i servizi della città energeticamente efficienti adattandoli alla domanda (favorendo quindi il risparmio energetico e l’uso razionale dell’energia) e alla disponibilità di energia da fonti rinnovabili, anche con il coinvolgimento consapevole dei cittadini.

Il progetto verrà attuato su 3 Comuni italiani – selezionati attraverso apposito bando emanato dal CNR – aventi le seguenti caratteristiche:

-       1 Comune capoluogo di Provincia o con popolazione superiore ai 100.000 abitanti all’interno del quale sia presente un centro storico dotato di monumenti di alta rilevanza storica e munito di almeno un museo pubblico da attrezzare con strumenti multimediali, nel quali studiare e sperimentare un insieme coordinato di servizi e soluzioni innovative improntate al turismo e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale che la città possiede;

-       1 Comune con popolazione non superiore ai 7.000 abitanti e con una rete di illuminazione pubblica compresa fra i 600 e i 1.200 lampioni dislocati su tutto il territorio comunale, con l’obiettivo di realizzare servizi di gestione del territorio mirati non solo all’efficientamento energetico, ma anche al miglioramento della vita dei cittadini, rendendola più sicura e piacevole;

-       1 Comune, sia marittimo che montano, caratterizzato da un elevato impatto turistico, che necessiti della creazione di un sistema di rete a valore aggiunto in termini di accoglienza dei visitatori e assistenza durante la loro permanenza, in collaborazione con le strutture del sistema turistico coinvolte sul territorio.

Per ognuno dei tre Comuni selezionati, il CNR effettuerà un investimento in tecnologie e strumentazione pari a circa 1 milione di euro.
I Comuni interessati a partecipare alla sperimentazione possono inviare la propria domanda di partecipazione entro il 9 agosto 2013.
Sul sito http://www.smartcities.cnr.it/ è possibile reperire ulteriori informazioni, nonché inviare domande relative alla partecipazione al bando.

Info:
http://osservatoriosmartcity.it/

Scarica il bando e la documentazione

«Chiediamo spazi di aggregazione e servizi»

Dal Messaggero Veneto di Domenica 12 Maggio 2013

«Più spazi e servizi» Richieste bipartisan dei giovani sacilesi

L’incontro promosso da Pd, Lega, Cittadini e Fratelli d’Italia «Ecco le nostre priorità, basta soldi a chi non li sa gestire»

SACILE. Metti un sabato al caffè e salta fuori la grinta che non ti aspetti: quella della politica giovane, a Sacile. «Chiediamo spazi di aggregazione e servizi».

L’uno e due è di Francesca Cazorzi (Giovani democratici), studentessa di giurisprudenza a Padova. «La mobilità su bus e rotaia da Sacile – ha riassunto il problema nel primo incontro bipartisan allo Stones caffè – è troppo difficile e costosa». La chimica delle idee va su di giri: i ragazzi under30 rimettono al centro la politica attiva, nella città sotto la pioggia.

Francesco Morabito (Fratelli d’Italia), Alex Biasotto (Lega Nord) e Davide Modesti (è nella lista civica Cittadini per Sacile) fanno la crociata diretta. E chiedono: «Basta soldi pubblici alla Pro Sacile. Non sanno gestire e piangono il morto dopo ogni Sagra dei osei: chiedono soldi e il Comune appiana i debiti. Servono giovani a cambiare rotta».

La spaccatura arriva su piazza del Popolo. «Chiusa al traffico». È la linea Cazorzi. «Va bene aperta in ragione di commercio e parcheggi». Chiude il match Morabito.

«Facciamo una lista delle priorità per i giovani – propongono Alex e Davide –: da presentare in consiglio comunale». In cima lista: eventi serali, meno burocrazia, più protagonismo giovanile, spazi per i ragazzi, più servizi. «Attenzione, ragazzi – dice Andrea Brunzo, che vive a Pordenone – tra due mesi comincerà a Sacile la campagna elettorale per l’elezione del sindaco e vi faranno un sacco di promesse. L’obiettivo sarà unicamente quello di catturare i vostri voti».

Intorno al forum di un sabato vissuto al plurale da 30 ragazzi e tra loro Ricky Favaro, Paolo Gregoris, Valeria Piovan e altri. «Portiamo la nostra esperienza di Collettivo Arrigoni – Giacomo Babuin e Marina Ornella in trasferta da Pordenone –. Ci siamo radicati nel territorio e nelle scuole, con la voglia di discutere sull’orizzonte dei problemi reali e globali. Diciamo basta al pensiero unico economico: la realtà è più complessa e serve una ragione critica, oltre i nozionismi e tecnicismi che imperano a scuola».

Politica giovane, pensieri e proposte bipartisan per la città, al tavolino del caffè: nel vivaio di liste civiche e partiti sacilesi, ci mettono la faccia e le proposte. Vanno avanti nel cantiere aperto sul futuro, a 12 mesi dalle urne elettorali per la tornata delle comunali 2014.

«La forte crisi del sistema politico e della sua credibilità di fronte alle giovani generazioni ci convince di una cosa – spiegano i ventenni –. Che per battere la cattiva politica ci voglia la partecipazione». Il loro mantra: “esserci”. Per cambiare il passo (e le facce) in politica.

di Chiara Benotti

IMU – chi è esentato?

Dal Il Giornale di Sabato 18 Maggio 2013

Cosa succede ora con l’Imu: chi continua a pagare e chi è esentato

Tutte le novità decise dal governo, in attesa della riforma che sarà introdotta entro il 31 agosto. Sospesa fino al 16 settembre la rata di giugno dell’Imu: i proprietari di prima casa e terreni agricoli non pagheranno l’imposta.

Non sono esantati case di lusso e capannoni. Nel frattempo il governo, entro il 31 agosto, varerà la riforma fiscale sugli immobili, che disciplinerà in modo diverso tutta la materia. L’impegno dell’esecutivo è quello di riunire tutti gli aspetti normativi che ruotano intorno alle case (dal Catasto alla tassa sui rifiuti, passando dall’Imu), regolando una materia che, complessivamente, vale circa 40 miliardi di euro all’anno. Cerchiamo di vedere meglio, nel dettaglio, come cambiano le cose.

Stop Imu per l’abitazione principale

A giugno gli italiani che posseggono la casa dove vivono non dovranno pagare la prima rata dell’Imu. Nel 2012 in media l’acconto è stato di circa 125 euro. La “sospensione”, che interessa 17,8 milioni di italiani, vale fino al 16 settembre: il governo entro il 31 agosto spera di introdurre una nuova normativa per regolare l’intera materia. Dovrebbe essere ridotta l’Imu per i redditi più bassi. Per ora circolano varie ipotesi di intervento. Una di queste, ad esempio, prevede di esentare dal pagamento chi ha versato fino a 400 euro nel 2012: se così fosse sarebbero esentati dal pagamento dell’Imu l’85% dei contribuenti (l’operazione costerebbe allo Stato circa 2 miliardi). Lo sgravio fiscale potrebbe avvenire attraverso il meccanismo delle detrazioni (aumentandole), oppure con esenzioni mirate. Per avere un’idea precisa del risparmio, però, bisogna capire quale effetto avrà, nella nuova Imu, l’accorpamento della nuova tassa sui rifiuti.

Cantine e garage

Se appartengono alla prima casa non si paga l’Imu. Se invece sono parte di un’abitazione secondaria l’imposta scatta.

Cosa succede per le altre case?

Chi possiede più di una casa – o immobili ad uso diverso, come ad esempio le attività commerciali – dovrà mettere nel conto di sborsare di più. Facile ipotizzare, infatti, che per compensare gli sgravi fiscali sulla prima fiscali si carichi di più sugli altri immobili (su 109 Comuni capoluogo 35 hanno segnalato alle Finanze le nuove aliquote e di questi un terzo ha stabilito di innalzarle). Dovranno pagare l’Imu a giugno, invece, i circa 57mila italiani che hanno, come prima abitazione, case di lusso (ville, castelli o immobili di pregio). Le categorie catastali interessate sono: A/1, A/8, A/9.

E per i terreni ad uso agricolo

Anche per i proprietari terrieri niente Imu a giugno. Circa tre milioni i contribuenti interessati. In futuro c’è la possibilità di un abbassamento dell’imposta (salvo sorprese) su terreni e fabbricati rurali.

Cosa succede per i capannoni

Delusi i proprietari dei capannoni: dovranno pagare l’Imu a giugno. Non viene meno, però, la possibilità di uno sgravio nella sua tassazione. Si pensa, infatti, a una “deducibilità dell’imposta municipale propria ai fini della determinazione del reddito d’impresa”. In altre parole l’Imu potrà essere scalata dall’Ires. La deducibilità potrebbe essere limitata ad alcune categorie di imprese, in primis quelle piccole e medie. Complessivamente gli immobili ad uso produttivo sono 1 milione e 178mila. Più di un milione e mezzo, invece, negozi soggetti all’imposta.

di Raffaello Binelli

 

 

Fotografia da Bruxelles

Le imprese italiane sono troppo piccole, incapaci di crescere ed innovare, troppo specializzate negli stessi settori a bassa tecnologia e in cui operano le economie emergenti (ben più competitive)“. A scriverlo, in un recente rapporto sugli squilibri macroeconomici, è la Commissione Europea.

Si tratta di una delle definizioni purtroppo più lucide del risultato di vent’anni di zero politica industriale in Italia. Vent’anni in cui si sono anche sviluppate centinaia e migliaia di imprese straordinarie, contro tutto e contro tutti (questo non dimentichiamolo, di storie ce ne sarebbero da raccontare…) – ma il sistema-Paese, preso nel suo insieme, scivolava nella “Serie B” mondiale descritta da Bruxelles.
La performance delle esportazioni italiane, prosegue il rapporto, “continua a soffrire a causa di un modello di specializzazione dei prodotti non favorevole, e della limitata capacità delle imprese di crescere” nelle proprie dimensioni.
Prosegue il rapporto: “la predominanza di micro e piccole imprese mette in luce le difficoltà delle aziende italiane di crescere e diventare attori internazionali, in ragione delle barriere istituzionali e normative, delle caratteristiche strutturali delle imprese e di un ambiente “non-business friendly”. Questi fattori limitano il flusso di investimenti stranieri diretti, impedendo all’Italia di trarne vantaggio, attraverso il trasferimento di capitali e di conoscenza, un aumento del coinvolgimento nel commercio mondiale e l’impulso per un ambiente imprenditoriale più competitivo e un management delle società più moderno“.

E si riflette, direttamente o indirettamente:

-in chiusure record delle imprese a nei primi tre mesi del 2013 (+13% rispetto al 2012);
-in buste paga ferme a Gennaio (dato Istat);
-in sei milioni di persone di fatto fuori dal mercato del lavoro, in un Paese che ne conta 60 milioni: quasi tre milioni di inattivi, insieme a due milioni e 744mila inattivi;
-e se gli indicatori dicono qualcosa, persino la Lombardia, un tempo “isola felice” e ricca d’Italia, in soli tre mesi ha perso altri 50mila impieghi. Secondo “La Repubblica”, licenziano Fnac, Darty, Carrefour, Manpower, Upim, Panasonic, Nestlè, Nokia, persino alcuni tra i più prestigiosi hotel di Milano.

Qualche rondine non fa primavera (imprenditori controcorrente che hanno investito in imprese innovative e ad elevato capitale umano). Opinioni?!