Settimana della cultura 2013

Anche quest’anno l’Amministrazione comunale propone un articolato programma di iniziative ed eventi nell’ambito della manifestazione denominata “Settimana della cultura” che prende avvio martedì 9 aprile e si concluderà domenica 5 maggio 2013:
buona settama della cultura a tutti!

Vedi qui il Programma

Musei italiani – tutti insieme – incassano il 25% in meno del solo Louvre

Le nostre ricchezze: CULTURA e PAESAGGIO mal utilizzate!

Il patrimonio culturale presenta un’enorme potenzialità economica, turistica e occupazionale. SFRUTTIAMOLA!!!

Musei italiani nel disastro
Tutti insieme incassano il 25% in meno del solo Louvre. Stiamo parlando dei musei italiani. Che faticano a conservare il loro patrimonio nelle condizioni ideali, ma a differenza di quello che accade all’estero non sanno nemmeno investire su ingressi e merchandising. E non generano ricchezza con l’indotto. Con poche differenze tra nord e sud. Entra gratis uno su due dei visitatori dei musei in Campania e nove su dieci in Friuli-Venezia Giulia. Paga uno ogni 18 in Calabria, contro uno ogni tre in Puglia. La media nazionale, scrive oggi il Corriere della Sera, è sconfortante: per vedere i nostri tesori pagano solo 16 milioni di visitatori su 36 e mezzo: venti entrano gratis. Per fare altri esempi, per ogni dipendente dei musei e dei siti archeologici calabresi si incassano solo 26 euro l’anno. In Sicilia spiccano i casi dell’Area archeologica di Megara Hyblaea, nel 2011 solo 400, poco più di uno al giorno. Come al Museo archeologico Ibleo di Ragusa: 1,4 al giorno. O al museo archeologico di Marianopoli: due alla settimana. Uscito dall’elenco il sito di Ravanusa: nel 2009, a fronte di 340.000 euro di spese per gli stipendi dei dieci custodi e la manutenzione, aveva avuto nell’intero anno un solo visitatore.

San Martino, Il Poeta e L’albero Isolato – Memorie di Pace di Popoli in Guerra

Teatro centrale della Grande guerra, circa cent’anni fa, fu San Martino del Carso, dove centinaia di migliaia di uomini, avvolti nelle divise dell’esercito italiano e di quello austro-ungarico, erano impegnate in un conflitto drammatico e sanguinario. Lo facevano per il Regno e per l’Impero e non avevano scelta: chi si rifiutava di combattere e uccidere veniva poteva essere punito anche con la morte. Per oltre dodici mesi quei soldati si contesero le case distrutte di San Martino all’interno dell’immenso tritacarne del Carso, che dall’agosto del ’16 si spostò pochi chilometri più a est e che alla fine, quando si decise di andare a combattere su un altro fiume e su altri monti, costò ai due eserciti circa mezzo milione di morti e un numero incalcolabile di invalidi, feriti, scioccati dalle bombe e dalla violenza, senza contare le vedove, gli orfani, gli amori e le amicizie spezzate dalla guerra. Tra questi combattenti c’era un uomo di ventisette anni, Giuseppe Ungaretti, “un soldato Continua a leggere

Giornata FAI di Primavera (23-24 Marzo) per far conoscere e riscoprire l’Italia

Nella convinzione che investire in cultura significhi non solo salvare il nostro passato e la nostra identità, ma anche produrre ricchezza con ricadute positive per l’occupazione e sul reddito.
Sito di riferimento a livello nazionale
Sito di riferimento a livello regionale

L’Italia possiede ricchezze inesauribili: la cultura, l’arte e il paesaggio.
Solo considerando i siti Unesco censiti in Italia, emerge che il nostro Paese detiene il più alto numero di siti al mondo, risultando il più visitato. Infatti su 936 siti presenti in 153 paesi, ben 47 sono in Italia. Se consideriamo il patrimonio non censito, opere d’arte, musei, monumenti, luoghi naturali, borghi e patrimonio enogastronomico è facile capire come si sia diffusa l’idea che l’Italia detenga il 70% del patrimonio culturale mondiale. A fronte di ciò, queste ricchezze appaiono poco e mal utilizzate. Per capire l’anomalia della gestione del nostro patrimonio è utile considerare che ad es. l’Accademia delle Belle Arti di Venezia abbia piani chiusi al pubblico per mancanza di personale e crepe sui muri e si paghi 10 euro per il Colosseo a dispetto di 20 euro della London Eye di Londra. A ciò si aggiunge la quasi totale assenza di attrattive collaterali. Il patrimonio culturale presenta un’enorme potenzialità economica, turistica e occupazionale. Si potrebbero attuare alcuni interventi tra cui: –       Accesso al mondo della cultura/turismo ai giovani. Occorrono nuovi concorsi e il varo di una nuova generazione che sappia coniugare cultura della conservazione con gestione economica, tutela dei beni con loro messa a reddito, dando nuova vitalità a un’attività percepita solo come interdittoria.
–       Investimento sul turismo mettendo a sistema le attrazioni e collegandole con chi offre ospitalità, ristorazione, servizi di guida, piuttosto che con l’agroalimentare, rendendo accessibile la rete e non il singolo monumento.
–       Restauro/valorizzazione del pubblico con il privato.
–       Finanziamento dei Beni culturali con i Beni culturali. Attualmente tutti gli introiti (dagli ingressi ai diritti di copyright sulle immagini del nostro patrimonio) vengono versati al Ministero delle Finanze e solo in minima parte riutilizzati per la cultura
–       Valorizzazione dell’esistente invisibile. Tutti i musei italiani hanno depositi ricchissimi di materiali storici e artistici. E’ mancata finora la volontà di valorizzare questo giacimento.

Siamo in una situazione di paralisi e sotto “tagli”. Nuove idee e valorizzare il passato per il futuro può essere una nuova via da seguire e perseguire.