La strada misteriosa

http://www.radiortm.it/wp-content/uploads/2013/03/passaggio-a-livello.jpgSiamo veramente arrivati a fare polemiche meramente strumentali, fine a stesse, senza pensare che alla gente comune di queste beghe poco importa. Il Comitato del Bosco Urbano prosegue in questa sterile polemica della “strada misteriosa”, come la definisce, quando ormai tutti sanno a cosa serve e perchè è stata realizzata lungo la ferrovia, lato nord. Vale la pena ad ogni modo ricordare ancora una volta, per far capire al cittadino sacilese, ma anche a tutti quelli che leggono i giornali, che questa strada, nasce come idea progettuale dall’Amministrazione Capuzzo, con l’intenzione di chiudere quattro dei cinque passaggi ferroviari privati esistenti sulla linea Udine-Venezia, naturalmente con l’accordo di Rfi. Passaggi a livello ritenuti pericolosi e giustamente da eliminare, come fatto ormai da tempo anche nei comuni limitrofi a Sacile, vedi Fontanafredda e Pordenone. Siamo quindi nel 2007, ben sei anni fa e di tutte queste polemiche che ora animano i giornali, in particolare uno, non si è mai sentito parlare. Chissà come mai a quei tempi nessuno sollevò tanto rumore come fa oggi? Forse i ben informati lo sanno. Ad ogni modo questa Amministrazione Comunale ha modificato questo progetto ereditato, naturalmente con l’accordo di Rfi che premeva per la chiusura anche dell’ultimo passaggio a livello, per eliminare completamente il pericolo di attraversamento di mezzi privati sulla linea ferroviaria e si è deciso così di collegare tale strada sia alla circonvallazione sud che alla futura Gronda Est. Strada che è costata 600 mila euro e che ha la funzione di dare accesso alle proprietà private presenti nella zona, che con la chiusura dei passaggi a livello venivano ad essere prive di accesso. Questo è il segreto della strada misteriosa, nessun altro. Non ci sono lottizzazioni all’orizzonte, mai nemmeno immaginate, come il Comitato pensa o vuole far credere, probabilmente a loro è venuta questa idea di cementificare l’area visto che è stata realizzata una strada di lottizzazione da manuale come l’hanno definita. Il futuro di quell’area come noi lo immaginiamo è quello che abbiamo sempre detto, cioè di un’area per lo sport e il tempo libero, tant’è vero che abbiamo promosso un concorso d’idee. Faccio una domanda: qualcuno del Comitato ha partecipato al concorso?

Francesco Scarabellotto
Assessore alla Pianificazione urbanistica, Viabilità, Ediliza Privata

PEBA – prima fase

http://www.associazionelucacoscioni.it/sites/default/files/styles/large/public/immagini/barriere-architettoniche_2.png?itok=KcsJ7EAU

Si è conclusa dopo un mese e mezzo di sopralluoghi e raccolta di dati ed informazioni, la
prima fase del piano di accessibilità che l’Amministrazione Comunale sta predisponendo
con il supporto tecnico dell’area welfare di comunità dell’Ass. 5 Bassa Friulana.
Un percorso partecipato, iniziato subito dopo la pausa estiva che ha visti coinvolti numerosi soggetti della comunità liventina, a partire dall’Ambito socio-sanitario, con il supporto del responsabile Roberto Orlich, l’Ass. 6 con la collaborazione di Lisa Gollino, l’Auser, il Forum Famiglia con Antonella D’Orazio, il gruppo Pedibus con Anna Da Dalt, Stefano Bottecchia e De Piero Giovanni per l’Associazione Paraplegici e tetraplegici del Friuli Venezia Giulia, i ragazzi del Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze, oltre ai tecnici comunali coinvolti all’iniziativa. In questa prima fase di analisi, sono state monitorate alcuni parti di città che dal gruppo di lavoro sono state ritenute prioritarie, vista la presenza di scuole, struttura ospedaliera, edifici comunali, poste, parcheggi e fermate di autobus extraurbani.
L’attenzione e stata rivolta all’esame delle criticità riscontrate durante i sopralluoghi e rappresentate dalle barriere architettoniche, dalla mancanza di segnali stradali o indicazioni, dalla presenza o meno di elementi che potessero dare un certo grado di vivibilità ed inclusione, dalle condizioni fisiche evidenziate da marciapiedi, sedi stradali e quant’altro è stato oggetto di osservazione. Tutte le indicazioni raccolte sono state riassunte ed inserite in un programma informatico elaborato appositamente per questa esperienza, che vorrei ricorda è stata una esperienza pilota unica in regione, con l’obiettivo di testare un programma con l’obiettivo di dare supporto a progettisti e tecnici pubblici per valutare gli aspetti dell’accessibilità, di edifici o spazi aperti, sia pubblici che privati.
I risultati di questa esperienza saranno portati a conoscenza della Commissione Urbanistica in una prossima seduta, subito dopo le vacanze di Natale, con l’intento di condividere poi con l’intero Consiglio Comunale le fasi successive del progetto “Sacile città accessibile, inclusiva, intelligente, che sono quelle relative alla progettazione e realizzazione delle opere necessarie per garantire l’accessibilità e l’inclusione per tutti.
Certamente un progetto importante quanto mai necessario, che non si coniuga per forza solamente con l’impiego d’ingenti somme di denaro e che a mio avviso, seguendo più fasi,
dovrà vedere coinvolto tutto il territorio comunale.

 

Viabilità e cantieri in città

Viabilità al centro dell’attenzione in questi giorni. Un tema di attualità che interessa alcune parti della città, in particolare le zone dove sono stati aperti o si apriranno dei cantieri per l’esecuzione di opere inerenti proprio la viabilità cittadina. I punti interessati sono gli incroci sulla statale 13 di Villorba e Ronche, oltre alla zona di viale Trieste e viale Zancanaro. L’Amministrazione Comunale in questi giorni ha incontrato la Provincia e i rappresentanti delle società di trasporto pubblico per definire sia le soluzioni per gli interventi di modifiche alla circolazione, che le soluzioni progettuali. Per quanto riguarda i cantieri delle due rotatorie sulla SS 13, le proposte dei percorsi alternativi e le chiusure temporanee di alcune vie cittadine, limitrofe ai cantieri, durante le fasi di esecuzione, sono state esaminate con la collaborazione degli uffici della Polizia Municipale, con l’obiettivo di apportare i minori disagi possibili sia alla circolazione degli autoveicoli, che agli utenti che usufruiscono dei mezzi pubblici per arrivare a Sacile o per raggiungere i centri vicini. Su questo è stata chiesta una collaborazione reciproca fra le parti, condivisa proprio per arrivare alla soluzione migliore. L’attenzione si è poi spostata sulle modifiche alla viabilità che interesseranno viale Trieste, viale Zancanaro e le vie minori di collegamento, modifiche che incideranno sul cambiamento di alcuni sensi di marcia oltrechè su alcuni percorsi delle autocorriere, che proprio su queste vie hanno le loro fermate principali della città, sia per servire gli istituti scolastici, che la zona dell’ospedale. Al vaglio dei tecnici sono state sottoposte alcune soluzioni che ora sono in fase di esame e approfondimento e che riguarderanno la modifica di alcuni punti di fermata su viale Trieste e via Carducci. I rappresentanti delle società di trasporto, Atap, Atvo e Atm, hanno portato il loro contributo, così come i tecnici della Provincia hanno espresso considerazioni tecniche su eventuali cambiamenti di tracciato delle linee. Durante la discussione si è inoltre potuto verificare la bontà della soluzione adottata in zona San Liberale, che rientra nel progetto dei percorsi sicuri casa-scuola, per la nuova area di fermata degli autobus nei pressi del Tempio stesso, ora più adeguata anche ad un periodo di sosta dei mezzi per tempi più lunghi, perché ricavata fuori dalla sede stradale e che ha interessato inoltre la sistemazione di alcuni marciapiedi, come quelli di via Zancanaro e via dello Stadio. Già nella prossima settimana Le parti si ritroveranno nuovamente per esaminare le proposte e soluzioni e dare quindi il via ai lavori per la nuova viabilità che interesserà tutta la zona compresa tra viale Trieste e viale Zancanaro, largo Salvadorini compreso.

Comunicato assessore Scarabellotto

“Città intelligente, città inclusiva, città accessibile”, queste le tematiche da affrontare nella pianificazione edilizia e urbanistica, come volontà dell’Amministrazione Comunale di Sacile di dare vita ad una fase di analisi e di rilievo di un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) per la definizione degli interventi più urgenti a livello urbano al fine di rendere accessibili gli spazi, cercando forme efficaci e non demagogiche di partecipazione dei cittadini alle scelte programmatiche e progettuali, consci del momento storico sfavorevole in termini di risorse economiche e finanziarie a disposizione.

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“Con la L.R. 26/2005 la Regione Autonoma Friuli Venezia-Giulia, commenta l’assessore all’urbanistica Francesco Scarabellotto, sostiene e finanzia progetti strategici per la promozione dell’accessibilità e della domiciliarità nel territorio regionale e tale percorso sperimentale si inserisce nell’ambito del progetto strategico regionale denominato “Azioni di sistema per la promozione della Domiciliarità e dell’Accessibilità” promosso dalla Direzione centrale salute, gestito per il tramite dell’Area Welfare di Comunità dell’Azienda per i Servizi Sanitari n. 5 di Palmanova”.

“Il Comune di Sacile, prosegue Scarabellotto, era gia stato con il progetto LADI (Laboratorio regionale in tema di accessibilità, Demotica e Innovazione) parte attiva per la sperimentazione di uno strumento di valutazione per l’accessibilità e l’inclusione; da questa positiva esperienza e volendo dare un ulteriore segnale di sensibilità nei confronti di un tema troppo spesso ritenuto marginale e di scarso interesse, abbiamo dato agli uffici regionali la nostra disponibilità a proseguire su questa strada e questo porterà la nostra città a diventare il luogo in cui affrontare la fase di analisi di un PEBA, mediante un percorso di costruzione partecipata, condotto con la collaborazione dell’Area Welfare di Comunità, attraverso la sperimentazione di uno strumento informatico di valutazione dell’accessibilità del contesto urbano, un questionario a supporto dei tecnici per la rilevazione della presenza di barriere architettoniche e della mancanza di componenti e accessori che determinano l’effettiva accessibilità dell’ambiente costruito. Gli obiettivi sono quelli di diffondere la cultura dell’accessibilità ai servizi aperti al pubblico e degli spazi urbani, intesa come fattore di inclusione per tutti, e sviluppare politiche e azioni per diffonderne la prassi nella progettazione architettonica e urbana”. “L’Azienda Sanitaria n. 5 “Bassa Friulana”, conclude l’assessore Scarabellotto, che è l’ente affidatario di questo progetto, ci garantirà il supporto nella fase di start-up del percorso di costruzione partecipata del PEBA, durante il quale saranno coinvolti la nostra Azienda Sanitaria n. 6 “del Livenza”, l’Ambito Distrettuale e tutte le parti sociali coinvolte”.