Piano Paesaggistico Regionale: partecipazione

“L’elaborazione di un Piano Paesaggistico comporta una fotografia del presente della trama territoriale regionale e soprattutto va a prefigurare il futuro relativamente alle dinamiche della conservazione, valorizzazione e trasformazione dei caratteri dei paesaggi che contraddistinguono il contesto del Friuli Venezia Giulia.
Per questo risulta di fondamentale importanza sensibilizzare e avvicinare le comunità locali ai processi di disegno e ridisegno del profilo paesaggistico”
(da I quaderni del piano paesaggistico regionale del Friuli Venezia Giulia, 01, p 70)

Saranno tre i prossimi appuntamenti organizzati nel nostro Comune, di seguito il programma:

IL PAESAGGIO LOCALE: VALORI E CRITICITA’
Giovedì 7 settembre 2016 ore 17:00 Sacile, Palazzo Ragazzoni

IL PAESAGGIO FUTURO: OPPORTUNITA’ E RISCHI
Giovedì 15 settembre 2016 ore 17:00 Sacile, Palazzo Ragazzoni

SINTESI E CONCLUSIONI:
Giovedì 22 settembre 2016 ore 17:00 Sacile, Palazzo Ragazzoni

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Calendario delle iniziative per evitare sovrapposizioni

http://www.comune.curno.bg.it/PortaleNet/portale/CadmoDriver?_action_extract=1&_page=fComune&_state=find&_token=SEARCHENGINESXOK&codice_comune=CURNO&progressivo=917Dal Messaggero Veneto di Mercoledì 14 Gennaio 2015

In municipio a Sacile si sta lavorando alla stesura di un calendario ufficiale e comune per tutte le associazioni delle iniziative programmate per il 2015. «Il calendario – sottolineano gli assessori Carlo Spagnol e Alberto Gottardo – è già in fase di avanzata realizzazione e sarà uno strumento di promozione dell’associazionismo sacilese che verrà divulgato con modalità differenti così da riuscire a intercettare diverse tipologie di fruitori. Con questa iniziativa intendiamo proseguire nel percorso di miglioramento della comunicazione e di coordinamento tra il Comune e le realtà associative presenti nel territorio comunale. Vista la consistenza e la varietà delle iniziative che vengono messe in campo per tutto l’anno c’è infatti la necessità di migliorare il coordinamento tra le attività».

Al riguardo è stato di recente promosso un incontro tecnico tra i vari uffici coinvolti sul tema. «L’incontro in questione – spiegano i due assessori che si occupano, tra l’altro, di cultura, commercio e turismo – si inserisce a mo’ di tassello in un percorso di miglioramento ormai imprescindibile per garantire un adeguato coordinamento e una migliore comunicazione e promozione delle iniziative calendarizzate». Sotto questo aspetto Sacile è una città quanto mai viva e attiva. «A cominciare – sottolineano Spagnol e Gottardo – dalle iniziative realizzate all’interno delle strutture comunali, cui si aggiungono gli eventi turistici e sportivi proposti nel corso dell’anno in tutto il territorio». Per questo si sta lavorando al varo di un calendario ufficiale che è attualmente in corso di definizione.

«Questo strumento gestionale – rimarcano i due assessori – siamo certi consentirà di governare efficacemente le attività di inserimento e di confronto dei vari eventi già programmati o in corso di definizione contribuendo così a una migliore e maggiore programmazione annuale ed evitando di incorrere ancora nelle criticità che periodicamente sono oggetto di lamentele o critiche. Per questo – è la conclusione – riteniamo fondamentale proseguire nel progetto avviato perché riteniamo sia indispensabile, oltre a realizzare le varie iniziative, coordinare e comunicare gli eventi in maniera efficace in modo che possano essere divulgati e conosciuti al di fuori dei confini comunali».

In proposito è intenzione dell’amministrazione comunale condividere il nuovo strumento gestionale con le associazioni e le varie realtà territoriali che solitamente realizzano manifestazioni ed eventi. L’intento dichiarato è, infatti, quello di coinvolgerle in un utilizzo proficuo in maniera che ne possano trarre anche un vantaggio diretto.

Carta della Partecipazione

Foto testoDal Sito dell’INU – Istituto Nazionale di Urbanistica – 09/12/2014

Una carta – decalogo che definisce i principi base che, se applicati, possono assicurare un processo partecipativo dei cittadini che sia di qualità, nell’ambito delle decisioni degli enti pubblici e privati.
Il documento è stato sottoscritto dall’Istituto Nazionale di Urbanistica (attraverso la sua commissione “Governance e diritti dei cittadini”), dall’Associazione italiana per la Partecipazione Pubblica (Aip2) – sezione italiana dell’International Association for Public Participation (IAP2), dall’International Association of Facilitators (Iaf), da Italia Nostra, da Cittadinanzattiva e da Città civili onlus.

 

CARTA DELLA PARTECIPAZIONE

PREMESSA
La partecipazione del cittadino alla vita democratica è un principio che discende direttamente dal diritto di sovranità popolare e dal diritto di cittadinanza, riaffermati dalla normativa europea (Libro bianco della Governance, Convenzione di Aarhus, Carta europea dei diritti dell’uomo nella città, ecc.), dalla Costituzione Italiana (in particolare art. 118 ultimo comma) e da diversi statuti e leggi regionali.
Perché un percorso partecipativo produca buoni frutti è importante che i promotori e la comunità di riferimento siano sensibilizzati alla cultura della partecipazione e siano affiancati da esperti competenti, che sappiano padroneggiare non solo il repertorio delle tecniche ma anche la complessità delle dinamiche e dei ruoli e il monitoraggio del processo nella sua interezza. È altresì indispensabile che gli esiti dei processi partecipativi siano riconosciuti dalle istituzioni competenti come parti integranti dei procedimenti di formazione delle scelte pubbliche e siano tradotti in provvedimenti normativi e amministrativi o in pratiche di cittadinanza attiva condivise.
Partendo da queste premesse, le principali associazioni italiane (in unione di intenti con associazioni internazionali) che da diversi anni promuovono in tutte le regioni percorsi strutturati e informati di coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni pubbliche, ritengono opportuno condividere e adottare la presente “carta”, che definisce i principi base che, se tutti presenti, possono assicurare un processo partecipativo di qualità.
La Carta della Partecipazione, in modalità open source e periodicamente aggiornata, ha lo scopo di accrescere la cultura della partecipazione e sviluppare linguaggi e valori comuni. Chi adotta questa Carta si impegna a rispettarne i principi e a diffonderla presso tutti coloro che desiderano avviare processi partecipativi o iniziative di partecipazione civica: cittadini e loro rappresentanti; esponenti del mondo della scuola e della ricerca; funzionari e rappresentanti delle amministrazioni pubbliche; consulenti e professionisti che operano nel settore; esponenti di organizzazioni. Si impegna altresì a praticare con coerenza i principi della presente Carta anche per risolvere, qualora si presentassero, criticità e conflitti all’interno della propria organizzazione o nei confronti di altri soggetti.
I promotori si impegnano a favorire la creazione di una Rete della Partecipazione in Italia, tra soggetti operativi in ambito locale e nazionale, anche tramite lo scambio di informazioni e la realizzazione di buone pratiche.

PRINCIPI
1. Principio di cooperazione. Un processo partecipativo coinvolge positivamente le attività di singoli, gruppi e istituzioni (pubblico e privato), verso il bene comune, promuovendo la cooperazione fra le parti, favorendo un senso condiviso e generando una pluralità di valori e di capitale sociale per tutti membri della società.
2. Principio di fiducia. Un processo partecipativo crea relazioni eque e sincere tra i partecipanti promuovendo un clima di fiducia, di rispetto degli impegni presi e delle regole condivise con i facilitatori, i partecipanti e i decisori. Per mantenere la fiducia è importante che gli esiti del processo partecipativo siano utilizzati.
3. Principio di informazione. Un processo partecipativo mette a disposizione di tutti i partecipanti, in forma semplice, trasparente, comprensibile e accessibile con facilità, ogni informazione rilevante ai fini della comprensione e valutazione della questione in oggetto. La comunità interessata viene tempestivamente informata del processo, dei suoi obiettivi e degli esiti via via ottenuti.
4. Principio di inclusione. Un processo partecipativo si basa sull’ascolto attivo e pone attenzione all’inclusione di qualsiasi individuo, singolo o in gruppo che abbia un interesse all’esito del processo decisionale al di là degli stati sociali, di istruzione, di genere, di età e di salute. Un processo partecipativo supera il coinvolgimento dei soli stakehoders e rispetta la cultura, i diritti, l’autonomia e la dignità dei partecipanti.
5. Principio di efficacia. Le opinioni e i saperi dei cittadini migliorano la qualità delle scelte pubbliche, coinvolgendo i partecipanti nell’analisi delle problematiche, nella soluzione di problemi, nell’assunzione di decisioni e nella loro realizzazione. Attivare percorsi di partecipazione su questioni irrilevanti è irrispettoso e controproducente.
6. Principio di interazione costruttiva. Un processo partecipativo non si riduce a una sommatoria di opinioni personali o al conteggio di singole preferenze, ma fa invece uso di metodologie che promuovono e facilitano il dialogo, al fine di individuare scelte condivise o costruire progetti e accordi, con tempi e modalità adeguate.
7. Principio di equità. Chi progetta, organizza e gestisce un processo o un evento partecipativo si mantiene neutrale rispetto al merito delle questioni e assicura la valorizzazione di tutte le opinioni, comprese quelle minoritarie, evidenziando gli interessi e gli impatti in gioco.
8. Principio di armonia (o riconciliazione). Un processo partecipativo mette in campo attività e strategie tese a raggiungere un accordo sul processo e sui suoi contenuti, evitando di polarizzare le posizioni o incrementare e sfruttare divisioni all’interno di una comunità.
9. Principio del render conto. Un processo partecipativo in ogni fase rende pubblici i suoi risultati e argomenta pubblicamente con trasparenza le scelte di accoglimento o non accoglimento delle proposte emerse, favorendo la presa di decisioni e riconoscendo il valore aggiunto della partecipazione.
10. Principio di valutazione
I processi partecipativi devono essere valutati con adeguate metodologie, coinvolgendo anche i partecipanti e gli altri attori interessati. I risultati devono essere resi pubblici e comprensibili.

Assemblee territoriali

http://www.catania.sism.org/wp-content/uploads/2014/10/mani-alzate.jpgPrende il via giovedì 4 Dicembre 2014, con la seduta presso la parrocchia di S. Odorico,  il nuovo ciclo di assemblee territoriali, momenti di incontro e dibattito pubblico tra cittadinanza ed Amministrazione.

Tali assemblee si configurano come strumento di consultazione dei cittadini e di partecipazione attiva con funzioni consultiva e propositiva.

Di seguito l’elenco degli appuntamenti: